Progetto “La Regola del Qui Non Si Tocca”
Occuparsi di educazione affettiva nell’ottica della prevenzione all’abuso infantile è fondamentale poiché la responsabilità della prevenzione e della protezione spetta all’ adulto. Il 98% (Giulini, 2013) degli abusanti è stato a sua volta abusato. E allora, se “per fare un albero ci vuole un seme” il Progetto “La regola del Quinonsitocca” vuole essere un seme importante per fermare gli abusi e generare un albero più sano.

Gli Standard Nazionali di Educazione Sessuale prevedono che i bambini giungano all’età scolare con conoscenza e competenza rispetto al proprio corpo, sia per quanto riguarda agli aspetti anatomici (conoscere l’esistenza delle varie parti del corpo compresi i genitali), sia per quanto concerne gli aspetti più squisitamente relazionali (avere rispetto del proprio corpo e di quello altrui).

I bambini vittime di abuso provano vergogna, senso di colpa e paura. Gli adulti devono cercare di evitare di creare tabù intorno alla sessualità e accertarsi che i bambini sappiano a chi rivolgersi se sono preoccupati, ansiosi o tristi. I bambini possono avere la sensazione che ci sia qualcosa di sbagliato. Spetta agli adulti essere attenti e comprendere i loro sentimenti e i loro comportamenti. Ci possono essere delle ragioni perché un bambino rifiuta un contatto con un altro adulto o un altro bambino. Tale desiderio dovrebbe essere rispettato. I bambini dovrebbero sempre avere la sensazione che possono parlare liberamente con i loro genitori di questo argomento.

A tal proposito il Consiglio Europeo ha messo a punto uno strumento che può e deve essere promosso tra genitori, insegnanti e bambini stessi: il libro “Kiko e la Mano” che spiega la regola del Quinonsitocca e insegna ai bambini la differenza tra ciò che va bene lasciarsi toccare e ciò che non va bene.

Paviol aderisce a tale progetto, promuovendo moduli formativi nelle scuole per l’infanzia del territorio ed in linea con quanto avviene in diverse regioni italiane.